C'è una vecchia canzone di un gruppo musicale degli anni '60, l'Equipe 84, che dice:
"nel mio cuor, nell'anima, c'è un grande prato verde che mai, nessuno mai ha calpestato, se tu vorrai conoscerlo,
cammina piano perché, nel suo silenzio, anche un respiro può fare rumore...."
Ecco, è questo che si prova entrando nel mondo interiore di certi artisti. Nelle opere di MarMo bisogna entrarci così, in punta di piedi, con massimo rispetto, perchè troppa energia interpretativa potrebbe alterare il feeling che invece deve crearsi tra chi osserva e chi crea il dipinto. Osservando i lavori di MarMo ho avuto due sensazioni nette e distinte:
da una parte, nei suoi paesaggi, c'è la ricerca della perfezione nell'essenzialità delle cose anche tramite i simboli naturali dall'altra la ricerca dell'energia della figura umana a prescindere dalle forme stereotipate che siamo abituati a guardare. Nei paesaggi di MarMo c'è tutta la forza della natura più che dell'uomo, l'immensa forza che incombe sovrana sull'umanità tutta.
Masse colorate che ci parlano di immensità primordiali dove l'uomo e le sue cose, se pur importanti, risultano sempre perdenti nel rapporto abnorme tra noi umani e madre natura. Le figure di MarMo, invece, sembra ricordino a noi tutti che non sempre quello che si vede è tale: effimero è il pensiero di colui che crede nella consistenza reale delle cose, uomini e donne compresi. Gli orientali parlano di Maya, d'illusione.
Nelle figure di MarMo viene fuori proprio questo discorso: il soggetto è lì, puoi guardarlo ma la sua consistenza è in realtà energia che si sposta in continuazione perchè il corpo degli uomini è fatto di atomi in vibrazione, è fatto di pieno ma sopratutto di vuoto ed è proprio il vuoto che permette le forme, è il nostro occhio che percepisce l'immagine così statica e definita quando non lo è affatto. Nelle figure MarMo, nei colori che si sovrappongono e si diluiscono fra loro non permettendo dettagli nitidi, crea la sintesi di un artista che ha intuito il rapporto che c'è tra energia e colore e ha capito che una macchia bianca su una tela, per molti rimarrà solo una macchia, ma chi sa bene osservare vi troverà mondi che celano altri mondi.
Cristiano Poli